Fissavo il mio riflesso
correre e svanire sul lago.
Ero sottile increspatura,
attenuarsi di vibrazione,
vita fatta spuma,
solitudine fatta goccia,
goccia sola, liscia superficie
gabbia di una pienezza segreta,
onda moribonda
carro dei mille riflessi aleatori
di un singolo fotone,
ombra spaiata
che nella dolce agonia
della solitudine
lentamente annegava.
Imperfetto
Se tu fossi creatura
di poliedrica perfezione
o completezza immutabile
non t'amerei.
T'amo
asimmetria di pupille,
volto ignoto come dorso di luna
o cuore di cipolla,
singolo granello di sabbia
esso solo
come potenza di perla,
incompiuta esistenza
in incessante divenire...
di poliedrica perfezione
o completezza immutabile
non t'amerei.
T'amo
asimmetria di pupille,
volto ignoto come dorso di luna
o cuore di cipolla,
singolo granello di sabbia
esso solo
come potenza di perla,
incompiuta esistenza
in incessante divenire...
Il
vomito in confronto a voi è meraviglia,
ora
metteteci un like.
Sei
peggio di una merda sotto una scarpa in corsa,
vecchia
ombra, amore mio,
e fai
comunella con tutti questi barattoli aperti
con
etichetta sincerità.
Gli
amichetti miei che belli,
tutti in
fila indiana a tirarsi calci nel culo,
e chi se
ne frega se qualcuno cade?
morto
un papa se ne fa un altro.
La
roulette è un gioco sinonimo di vita,
puntano
sul numero giusto e risate da matti.
Io
sbaglio da quando sono nato a dire si ai vostri cuori spenti,
che ogni
giorno dipingete di rosso
per
fottermi meglio,
mentre
il mio sta invecchiando sul serio e io non baro,
sono uno
vecchio stile che si schianta rumorosamente
e che
esplode dentro sfasciandosi in mille pezzi.
Peggio
di una puttana triste,
dio
quanto è divertente!
mostrarmi
in posizioni oscene e vulnerabili
mentre
vi leggo la mia vita
e voi
che continuate a ridere, e ridere
e
qualcuno ha il coraggio finale di chiedermi un foglio di questo
libro
per
accendere la brace per le salsicce.
Ho perso
una decina di anni
a
parlare alla sabbia,
che ha
sempre lo stesso aspetto,
senza
accorgermi che il vento
mi
scombinava gli interlocutori.
Xyz,
cosa
volete che vi dica?
Non lo
vedete? c'è gente che guarda da questa parte.
Spegnete
quel faro.
Spegnetelo.
Non mi
merito quest'ombra proiettata al suolo,
troppo
lunga per me,
non
saprei come trascinarla.
Ho il
posto migliore in ultima fila
per
ascoltare l'eco di questo mucchio di stronzate
che ho
scritto,
dagli
altoparlanti umani.
Sono ore
che m'annego nell'incertezza dell'inutilità,
non è
una questione di bravura,
è solo
una merda che ogni tanto brilla
e
inganna da lontano.
Sogno di
essere
su un
letto enorme,
steso al
centro,
sordo,
inconsapevole,
trasparente,
anonimo.
Dire di
si a cosa?
Alla
tempesta che mi viene addosso senza odore?
Il
maiale che aspetta di essere sgozzato mi fissa consapevole;
bestie;
e io mi
fisso sul suo sguardo alla deriva
e mi
pare faccia un ghigno
ora che
non ho amici o amori a tendere
lacci
delle scarpe, resistenti, per risalire da un tunnel verticale,
dove la
luce del tramonto è la torcia a pile scariche
per la
via del cesso di notte.
Il porco
mi guarda,
la
risposta è fulminante:
dio
non ha nessuno da bestemmiare.
Ci
sentiamo soli,
anche
solo per uscire la sera...
e ci
rimproverano di essere ermetici, senza espressioni...
ci
richiedono un divertimento migliore, uno sballo funzionante,
ma siamo
sfiammati peggio della Cola vecchia di un mese,
caldi
come il piscio.
Il
maiale rigira la testa e passa avanti
e la sua
melodia di morte mi è familiare come il mio sbadiglio,
e io e
dio siamo in fila.
Questo
mondo adora solo
i
pittori della domenica,
i posti
sicuri a salario fisso e sogni strozzati.
Perché
mi volete così brutto,
peggio
di quel che sono?...
solo per
avere certezza che non state sbagliando
o che
non avete sbagliato?
Ho una
camera un metro per un metro
dove ci
sto in piedi
solo con
le mie gambe
e questo
enorme cervello triste,
e voi
non capirete mai, probabilmente,
che ho
svuotato già tutti i miei volti
da
lacrime che vi ho regalato
in
cambio di nulla.
Inutile
parlare per iperboli,
la vita
è una modesta stronzata,
più sei
corretto più ti schiacciano...
per le
arance tristi che non gli riesce di levarsi la buccia
che a
correre tutta la vita non hanno smaltito niente;
sul
tappeto rosso di culi al sole
siamo
talmente inappropriati
da
sembrare calamite per le derisioni.
Io sono
annoiato, un cocomero a metà regalato,
tu dove
accidente sei?
Ho delle
fibre tue e tu delle fibre mie.
Qualcuno
ci consuma in parti diverse del mondo,
che gli
possa andare di traverso.
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