23.


Comincio a stufarmi di me stesso, come si fa con gli amori che puzzano di stantio.
Questi occhi sembrano cantine vuote, e piene di muffa.
È ridicolo tutto questo, lo è il fatto che gli altri non lo capiscano;
solo, come le metafore più scontate sulla solitudine.
Il disco della musica s'è rotto,
mi chiedono cose impossibili, ho ancora mani e piedi,
saturo di lacrime che non regalo.
Risucchiato da un computer tutto il giorno.
La volontà di alcuni individui mi manca;
scarto un gianduiotto e me lo mangio.

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