30.


C'è chi non sa fallire altrettanto bene.
I miei sono anni di costanza,
alla solitudine ci si abitua come all'amore.
Ti accorgi di essere proprio arrivato
quando ti è impossibile piangere e
le lacrime ti si fermano poco prima degli occhi e
ti gira la testa
ma rimani fermo davanti allo specchio e
ti fissi vuoto e
vomiti i 200 biscotti mangiati per rabbia.
In giro per le vie di un paese che ti è estraneo ma
nel quale sei nato
respiri affannosamente con i polmoni e
ti senti un totale disastro,
ci vuole consapevolezza nel guardare gli occhi degli altri,
bisogna aver studiato i propri, e aver retto le
travi che ti sostengono.
Quando non hai ceduto al passo di chi ti schiaccia
e hai reagito come un insetto alla luce,
o sei in trappola o morto,
e c'è chi spera che sia la prima
ma ci si salva nella seconda.

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