Dire di si a cosa?
Alla tempesta che mi viene addosso senza odore?
Il maiale che aspetta di essere sgozzato mi fissa consapevole;
bestie;
e io mi fisso sul suo sguardo alla deriva
e mi pare faccia un ghigno
ora che non ho amici o amori a tendere
lacci delle scarpe, resistenti, per risalire da un tunnel verticale,
dove la luce del tramonto è la torcia a pile scariche
per la via del cesso di notte.
Il porco mi guarda,
la risposta è fulminante:
dio non ha nessuno da bestemmiare.
Ci sentiamo soli,
anche solo per uscire la sera...
e ci rimproverano di essere ermetici, senza espressioni...
ci richiedono un divertimento migliore, uno sballo funzionante,
ma siamo sfiammati peggio della Cola vecchia di un mese,
caldi come il piscio.
Il maiale rigira la testa e passa avanti
e la sua melodia di morte mi è familiare come il mio sbadiglio,
e io e dio siamo in fila.


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