8.


Credimi, mi sento stupido come uno che se ne va in giro nudo credendosi vestito,
e forse un giorno ci dedicheranno un documentario e qualche professore spiegherà la nostra opera
riducendo il tutto a metafore.
Poveri noi, tanta fatica per niente,
che è come cercarsi un lavoro per morire, e spendere soldi per mangiare e poi cagarli tutti ma con un diverso colore.
Ed ecco che arriva il senso di colpa, che dopo anni di convivenza non vuole proprio andare via,
sarà forse il tuo corpo o quello che m’hai dato,
sarà sicuramente le parti di noi che abbiamo condiviso.
Ma ora siamo stanchi, forse io di più, e abbiamo combattuto, prima a fianco poi contro
e le ferite da dove abbiamo fatto uscire arcobaleni e sangue non ce le può togliere nessuno,
però è dolce vedere le tue foto e pensare ai figli non miei che cullerai, sarai una brava madre.
Ora è arrivato il tempo in cui non si odia ne si desidera e ci si parla da analfabeti, cercando di dire tutto e perdendosi le parole più importanti.
Grazie, per quello che possiamo capire solo noi sapendo anche di patetico.

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