Credimi, mi
sento stupido come uno che se ne va in giro nudo credendosi vestito,
e forse un
giorno ci dedicheranno un documentario e qualche professore spiegherà
la nostra opera
riducendo il
tutto a metafore.
Poveri noi,
tanta fatica per niente,
che è come
cercarsi un lavoro per morire, e spendere soldi per mangiare e poi
cagarli tutti ma con un diverso colore.
Ed ecco che
arriva il senso di colpa, che dopo anni di convivenza non vuole
proprio andare via,
sarà forse il
tuo corpo o quello che m’hai dato,
sarà sicuramente
le parti di noi che abbiamo condiviso.
Ma ora siamo
stanchi, forse io di più, e abbiamo combattuto, prima a fianco poi
contro
e le ferite da
dove abbiamo fatto uscire arcobaleni e sangue non ce le può togliere
nessuno,
però è dolce
vedere le tue foto e pensare ai figli non miei che cullerai,
sarai una brava madre.
Ora è arrivato
il tempo in cui non si odia ne si desidera e ci si parla da
analfabeti, cercando di dire tutto e perdendosi le parole più importanti.
Grazie, per
quello che possiamo capire solo noi sapendo anche di patetico.
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