E inserirono la cassetta e premettero
play,
per loro fu un divertimento quella
città che bruciava.
3 milioni di visitatori un giorno,
un numero infinito il secondo.
Ritirarono dalla rete il filmato e non
se ne seppe più nulla,
però il barbone non lo riportò in
vita nessuno,
e tutti gli spettatori non ci
pensarono.
Bello schifo il mondo,
con la sua solitudine che fa rumore,
con i suoi figli che si dividono tra
chi ha fame e chi non sa che fare,
con le prostitute ai bordi delle strade
e i loro padri che vanno da qualche collega,
con l'amore che è una prigione,
con il lavoro che toglie la vita,
con la vita che ti viene imposta,
con l'esaurimento nervoso,
con lo stress dei centri commerciali,
con la moda che non è più alla
moda,
con l'arrivismo sfrenato,
con le canzoni che non impari più a
memoria,
con tutto quello che si dimentica,
con le braccia bucate,
con i polmoni neri neri,
con il mercato in crisi,
con chi ha tutto e chi ha niente,
con chi si perde sulle strade,
con chi non farà mai ritorno,
col gelato squagliato del bambino qui
a fianco.
Nessun commento:
Posta un commento