31.


Osservo stelle nere in questa stanza buia
e il mio cervello è troppo confuso per riordinare tutte le contraddizioni,
tu ci sei e non ci sei e mi sembra troppo scontato amarti.
Dimmi qualcosa, parla tu...
puliscimi dal pus che mi devasta, rendimi nuovo. Io sono
l'incapace che sembro, con spavalderia da film muto;
addiziona il tuo sguardo al mio e non ti prometto ricompense
ma altre parole e forse
la convinzione di riempirmi di te e di finirla con questa
ricerca insensata di dare un senso a tutto.
Io voglio, con la consapevolezza di non poter pretendere.
E forse mi sto già tradendo.

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