Non facciamo come Freud
non scambiamoci lettere piene di teoria,
al diavolo carta e penna
consumiamoci come la guarnizione della caffettiera,
diventiamo inutili,
distanti dalla mania borghese agli sgoccioli
perché per noi nulla è naturale
o sempre esistito,
noi ci infiliamo in discorsi
di lampadine fulminate e
non rispondiamo alla chiamata alle armi,
eravamo bambini senza entusiasmo per bugie evidenti
e abbiamo pianto molto da finire le lacrime per
inutili dispiaceri.
Mancheremo di ricordarci il sapore del mare
l'odore delle vostre gambe bagnate
lo stantio delle preghiere dei conservatori
prima di recuperare i nostri ricordi per vivere qualche anno ancora.
Lo stonato delle vostre lamentele a un dio molto distante
non è cantare,
noi stiamo dalla parte dove le candele si sovrappongono
ai vostri volti e sembrate manichini da negozio,
e ce la ridiamo tristi
perché se avessimo capito tutto all'inizio avremmo volentieri fatto a meno,
e ora ci tocca di stare a guardare, di finire il film
provare una qualche emozione
e se non ci riusciamo è colpa nostra.
In un mondo intellettuale all'occorrenza,
la violenza ci piomba addosso
e siamo l'ennesima casa che va giù.

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