Squilla il telefono, sono più bravo a
dire stronzate che a rincorrere un posto di lavoro. Non
so amare e vado accapo in modo
sbagliato. La saliva ha un odore gradevole quando s’asciuga sul
collo di qualche donna
e a me non dispiacciono le smorfie
del piacere.
C’è tanta paura d’ascoltare cose
banali, quelle di tutti i giorni, come certe fotografie
che accompagnano i nostri portafogli,
e lo so benissimo che i soldi e le
macchine veloci fanno la felicità, ma
a me vanno a genio le vecchie
volkswagen e le stradine scure di certi paesi, con i muri delle case tutti storti.
Il mondo ha una sua logica da capogiro
che ti istiga al vomito,
ed è veramente inutile affannarsi
tanto. Lunga vita alle frivolezze, ai vestiti sfarzosi, ai vini
pregiati, alle edizioni
limitate e firmate da collezione,
lunga vita ai libri di Bukowski, alle
sue sconcezze,
a suo padre che lo picchiava
inconsapevole di donarci un genio. Abbi cura di te,
lettore, quando ti guarderai intorno e
vedrai distese di cadaveri morti asfissiati dai peti delle centrali nucleari
con ancora in dosso l’abito della
domenica e nel taschino il preservativo per la sera. Non
ti scandalizzare per i mille bruciati
vivi in nome delle sigarette, con i loro polmoni come nuovi,
o per quelle casalinghe isteriche,
consapevoli dei loro mariti infedeli, che elemosinano carezze,
non ti spaventare se molti volti tutti
torta di mele prenderanno sembianze di iene affamate,
o quando i messaggeri di dio
allungheranno le mani verso i bambini,
non cedere neanche quando quelli
saranno assolti e altri, con le stesse macchie, condannati.
Non cercare di capire queste e altre
cose, o di far abbassare il volume della televisione ai vicini.
Noi ufficializzeremo le nostre perdite
consapevoli dei vuoti a rendere
mentre qualcuno cercherà le parole
giuste per giustificarsi e si perderà per sempre la facoltà di perdonare,
e gli sbirri arriveranno tardi,
dopo che ci avranno stuprato e
i nostri occhi avranno esaurito le
lacrime, e qualche coglione avrà sventolato il membro e
misurato l'amore in centimetri.
Cercate di sforzarvi di capire il mio
cervello, perché a me non frega un cazzo di capire il vostro.
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