Beati voi che avete un cervello così
bello
e quei sorrisi fastidiosi per chi
non ci riesce,
mentre tutto resta fermo come in un
quadro notturno
con luci ostentate oltre modo
e un discreto senso di abbandono
tra parole impronunciabili
e morti ereditati,
viscidi momenti di aggregazione per
egoismi personali
per sentirsi un po' meglio
e coricarsi a sera con vuoti felici.
Io lo so di rientrare tra gli
insoddisfatti,
sfaticati acchiappa speranza,
saputelli pulisci culo del mondo,
relegati con qualche appellativo
gratificante
ma che contribuisce a demolirci,
perché oltre un silenzio senza suono
ce n'è uno autoimposto
che ha pretesa di coprire i vostri
sussulti ripetitivi,
ma con scarsi successi
rimpiazzati d'applausi.
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